Flexible working e modern workplaces: un nuovo modo di pensare l’ufficio

Flexible working e modern workplaces: un nuovo modo di pensare l’ufficio

Flexible working e modern workplaces: un nuovo modo di pensare l’ufficio 1500 1000 BELL Group

Se il lavoro si fa smart lo spazio diventa flexible. La rivoluzione in atto nel mondo del lavoro chiede di pensare a nuovi luoghi, presidiati e attrezzati, in cui il professionista non è necessariamente presente.

Futuro agile e digital transformation

In un mondo in cui «il cambiamento è l’unica cosa permanente» (Zygmunt Bauman) progredisce solo chi è capace di cogliere l’importanza dell’evoluzione e di anticiparne gli esiti: nella rivoluzione in atto – con la modalità di impiego agile che registra nel 2020 un numero di occupati dieci volte superiore all’anno procedente – cambiano non solo i modi e i tempi, ma anche le strategie di condivisione e di incontro, nonché le esigenze delle aziende e dei lavoratori.

La crisi sanitaria che ci ha coinvolti ha evidenziato il ruolo centrale della moderna tecnologia accelerando fortemente quella tendenza alla digitalizzazione delle strutture e delle attività aziendali che ha permesso un repentino adattamento di molti professionisti al lavoro da remoto. Proprio questa digital transformation, che sopperisce efficacemente alle esigenze di condivisione e di collaborazione svincolando il lavoro dall’appartenenza fisica, pone il tema del decentramento della postazione lavorativa che dalle pareti di un ufficio si sposta idealmente in un hub virtuale dove interagire con i colleghi, archiviare file e predisporre obiettivi aziendali.

Così alla rivoluzione del lavoro si affiancano nuovi modelli di workplaces che, uniti alla digitalizzazione dei processi, danno al lavoro agile tutte le armi per affermarsi come alternativa valida e migliore ai modelli precedenti.

Business center: un luogo per tanti bisogni

Secondo il primo studio socio-economico che analizza l’impatto dello smart working sull’ambiente, The Added Value of Flexible Working, una diffusione su vasta scala del lavoro flessibile ridurrebbe di 3,53 miliardi di ore il tempo impiegato ogni anno per raggiungere il posto di lavoro. Risultati sorprendenti – sviluppati ulteriormente alla luce della pandemia da covid-19 con studi come Smart-Working: Work Flexibility Without Constraints – che tuttavia non eliminano alcune necessità aziendali, come la gestione della corrispondenza cartacea, l’esigenza di una domiciliazione che sostenga la reputazione aziendale, il servizio di segreteria o l’opportunità di avere ambienti di coworking e sale meeting.

Nasce così il concetto di ufficio virtuale, un luogo reale in cui il professionista non è necessariamente presente, ma costantemente presidiato da personale di segreteria che gestisce il centralino e la corrispondenza. Dove? In un business center con desk personalizzati, veri e propri uffici da una o più postazioni, e open space che agevolano il coworking, oltre che sale riunioni tecnologicamente attrezzate per accogliere clienti o svolgere meeting aziendali.

Questi spazi di lavoro flessibili non sono solo per professionisti e start-up, ma offrono anche alle aziende già consolidate gli strumenti per delocalizzare le risorse sul territorio e favorire il work-life balance dei propri lavoratori. Gli ambienti, infatti, sono attrezzati come veri e propri uffici, ma dislocati in periferia rispetto alla sede centrale, spesso più vicini ai luoghi di residenza dei propri lavoratori.

Per le realtà più giovani, invece, i flexible workspaces rappresentano non solo un concreto aiuto nella costruzione di una reputazione aziendale sul territorio, ma soprattutto un reale risparmio in termini di costi di gestione, pagando effettivamente solo ciò di cui si usufruisce.

La proposta di BELL Group: spazi cool a prezzi flex

Nella convinzione che «gli spazi flessibili sono il futuro, anche di BELL Group» Cesare Lanati, CEO della holding, ha di recente firmato una partnership con il colosso globale degli spazi di lavoro flessibile IWG, già presente in Italia con oltre 70 location e quattro marchi di proprietà: RegusSpacesHQ e Signature.

Anche in questo caso, le divisioni del gruppo garantiscono la resa dell’operazione. La progettazione immobiliare, dall’ideazione e al coordinamento progettuale degli immobili, è affidata al team di professionisti di BELL Projects mentre la gestione e l’organizzazione delle strutture e dei servizi coinvolgerà direttamente BELL Flex dedicata proprio al mondo del flexible workspaces e BELL Property Solutions finalizzata alla gestione di spazi per conto terzi.

Oltre ai servizi di segreteria, di posta e di domiciliazione aziendale, che assicurano la massima serietà in assenza del professionista, i business center di BELL Group avranno tutti i servizi necessari per garantire all’utente il massimo comfort: dalla connessione internet alle sale riunioni, dai desk dedicati agli uffici da una o più postazioni fino agli ambienti open per favorire il co-working.

Quella di BELL Group è una sfida ancora più stimolante perché nata in un anno complicato: sfida accolta con l’entusiasmo di chi crede che gli spazi possano trasformarsi per rispondere a esigenze sempre nuove e con la certezza di poter contare su un gruppo di divisioni specializzate che lavorano in sinergia per raggiungere un risultato comune.