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Si scrive waste si legge valore: la rigenerazione urbana protagonista dell’economia circolare

Trasformare il waste non solo in risorsa, ma addirittura in valore è oggi una sfida globale anche per BELL Group, come ha spiegato il CEO Cesare Lanati durante il talk “In Genius Waste”, all’interno di RoGUILTLESSPLASTIC, progetto della gallerista Rossana Orlandi per la Milano Design Week.

Sin dalla prima edizione, BELL Group ha creduto in RoGUILTLESSPLASTIC, l’innovativo progetto della gallerista milanese che ha visto il design moltiplicatore di esperienze – e azioni – sull’upcycle dei rifiuti. Obiettivo? Seguire la parte logistica e progettuale di tutti gli allestimenti dell’ormai famoso appuntamento settembrino, presente da tre anni nei chiostri del Museo della Scienza di Milano.

Un appuntamento che vede avvicendarsi anno dopo anno alcuni nomi dell’imprenditoria italiana e internazionale in un talk, In Genius Waste, nel dibattere di sostenibilità e azioni virtuose. Quest’anno, tra gli speaker anche Cesare Lanati per presentare l’esperienza di BELL Group nella rigenerazione urbana e nel riutilizzo di materiali edili ed evidenziare come, nel caso di un’azienda che operi nel campo immobiliare, la sostenibilità possa attuarsi già in fase progettuale. Tutto passa dalla scelta di non edificare ex-novo, ma di individuare aree o edifici dismessi con l’obiettivo di restituirne valore e uso, in un’ottica di intelligente rivalutazione.

Rigenerazione: un risparmio per l’ambiente, il territorio, l’azienda

Non solo risparmio di territorio. La rigenerazione permette, infatti, nella successiva fase di realizzazione, di valorizzare i materiali derivanti dalle demolizioni in chiave di sostenibilità a tutto tondo. «Il recupero è vantaggioso anche in termini economici – ha spiegato il CEO di BELL Group durante l’evento promosso da Rossana Orlandi – per il valore dei materiali di pregio riutilizzabili, ma anche perché consente un evidente risparmio sui consumi, evitando grandi movimentazioni di altri materiali da costruzione». Quello che si innesca è, così, un processo virtuoso che oltre ad arginare il consumo di suolo, contribuisce al riciclo di materiali di scarto e abbatte le emissioni di CO2, limitando gli spostamenti di camion e altri automezzi. Il risparmio in termini economici per l’azienda diventa anche leva per preferire questo tipo di interventi e per sensibilizzare il cliente finale.

Anche per il tessuto urbano i benefici sono numerosi: la rigenerazione non intacca il patrimonio di suolo libero di un territorio, un bene irriproducibile e sempre più prezioso, ma restituisce prestigio ad aree altrimenti votate al degrado e garantisce un importante risparmio energetico.

«Il mondo edilizio è oggi uno di quelli che può fare maggior uso e maggior riutilizzo di quanto già esiste», ha chiarito Cesare Lanati, indicando la strada per un mercato immobiliare che tagliando gli sprechi sappia giocare un ruolo di primo piano in un’ottica di economia circolare.

Sostenibilità: moda o strategy?

Il dibattito, moderato dal vice direttore esecutivo di Radio 24 Sebastiano Barisoni, ha indagato le potenzialità del waste da diversi punti di vista. In chiave estetica, anzitutto, in linea con il focus scelto quest’anno per RoGUILTLESSPLASTIC, “Emotionability”, come ha sottolineato in apertura Rossana Orlandi: «Obiettivo della manifestazione sin dagli albori è unire due concetti non sempre associati di design e sostenibilità. In questo, il focus tematico dell’edizione 2021 ci aiuta a capire che proprio dall’emozione dettata da un’opera d’arte si può trasmettere l’idea che il waste è da rispettare, che è un valore».

Tra gli ospiti internazionali la Principessa Ereditaria del Regno di Danimarca, Official Country partner della manifestazione, che ha rimarcato la necessità di equilibrare il rapporto tra risorse disponibili e necessità di utilizzarle, per ridurre la produzione di rifiuti. Proprio alcune esperienze danesi sono state proposte come esempio di un secondo tema: l’imprescindibile alleanza con le nuove tecnologie.

Al talk hanno partecipato Livia Pomodoro – cattedra Unesco all’Università di Milano e curatrice scientifica del re-Food Market Esselunga all’interno di RoGUILTLESSPLASTIC – e numerose figure di spicco del panorama imprenditoriale internazionale (Fleming Basenbacher, Carlsberg; Roberto Selva, Esselunga; Michele Pontecorvo, Ferrarelle; Carolina Vergnano, Caffè Vergnano; Eugenio Sapora, Too Good To Go), che hanno presentato i percorsi intrapresi dalle proprie aziende in direzione della sostenibilità.

Una sostenibilità intesa però nel suo pieno significato di impegno costante e rivolto al futuro per limitare l’impatto sull’ambiente delle attività, ridurre emissioni, sprechi e rifiuti. A fronte di una sempre crescente, e pur positiva, attenzione ai temi della sostenibilità, il rischio è di fraintenderlo con iniziative di greenwashing, che producono solo risultati occasionali. Come ha spiegato Roberto Selva, chief marketing Esselunga, riferendosi all’accordo – ormai trentennale – con Banco Alimentare per l’invenduto: «Lo facciamo a nostre spese, utilizzando il nostro personale per recuperare i prodotti freschi in deperimento e redistribuirli. Non si tratta di greenwashing, soprattutto perché associato alla presenza di un team interno consolidato dedicato alla sostenibilità, indipendente dal team marketing».

È proprio questo il tema: da waste a value senza passare per azioni di facciata. Per le aziende occorre credere in un progetto di sostenibilità orientato al futuro, indipendentemente dal settore di riferimento individuando strategie innovative con un significativo ritorno per l’ambiente, per i clienti, e anche per le aziende stesse. Un progetto duraturo, come la partnership tra Rossana Orlandi e BELL Group, presente per dare testimonianza di un real estate strategico, anche sul fronte ambientale.